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Il bilancio di Asphaltica

Con 84mila visitatori da 86 nazioni in quattro giorni, Verona si conferma capitale per le filiere dei trasporti, della logistica e delle macchine pASPHALTICA interna3er costruzioni e stradali. Le tre rassegne per la prima volta in contemporanea nel quartiere fieristico di Verona, grazie all’accordo tra Fiera Milano e Veronafiere, hanno registrato la presenza di 780 aziende espositrici, provenienti da 25 paesi, 10 padiglioni e 6 aree esterne occupate, per un totale di oltre 84mila metri quadrati netti.

I numeri dell’evento, l’ottimismo e la generale soddisfazione che si è respirata nei padiglioni – dichiara Roberto Rettani, Presidente Fiera Milano - confermano indiscutibilmente la manifestazione come la più importante e partecipata occasione di business per gli operatori del comparto in Italia.”

Anche Maurizio Danese, Presidente di Veronafiere si dichiara molto soddisfatto: “Il comparto delle macchine per costruzioni ha attraversato negli ultimi anni una delle più profonde crisi di sempre e Samoter 2017, insieme ad Asphaltica, hanno rappresentato quindi sia una sfida sia una grande responsabilità nei confronti delle imprese che hanno creduto con noi nel progetto di rilancio iniziato nel 2014. Il ritorno di numerose grandi case costruttrici, molti affari ASPHALTICA interna1conclusi agli stand, operatori in crescita a livello quantitativo e qualitativo e aumento dei buyer esteri danno il segno del successo di questo 30° Samoter che guarda già con ottimismo alla prossima edizione”.

In contrasto con il bilancio, i principali elementi che emergono dall’analisi presentata al congresso di apertura di Asphaltica dal Siteb (Associazione dei costruttori e manutentori delle strade) non sono altrettanto positivi. Nel 2016 il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) in Italia è sceso nuovamente al minimo storico con la produzione di asfalto ferma a 22,371 mln di tonnellate di asfalto (-3,2% vs il 2015). Dopo la crescita registrata nel 2015 (+3,7% vs il 2014) grazie alla realizzazione di alcune grandi opere, i lavori stradali sono nuovamente “al palo”, con circa la metà delle necessarie attività di manutenzione non eseguite. Le buche restano un tema confinato nelle campagne elettorali, mentre per riportare in sicurezza il nostro patrimonio stradale occorrerebbe un piano straordinario di almeno 40 miliardi di euro.

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